E’ un sesto posto pieno di amarezza: Anna Cappellini-Luca Lanotte chiudono la danza del Mondiale di Helsinki con un diavolo per capello. E con un totale di 183.73 punti, a 1.45 dal podio, un nulla. Nel programma libero, un incantevole Charlie Chaplin, recuperano una piazza rispetto al corto. Una sola piazza. E grazie meramente a clamorosi errori altrui. Ed è questo che più brucia. Perché se già il risultato di venerdì era stato al di sotto delle attese e difficile da accettare, questo è addirittura inspiegabile. “Al termine – ironizza Anna – abbiano ricevuto una standing ovation di riconoscimento dall’intera Hartwall Arena: oltre 10.000 persone hanno apprezzato quel che abbiamo proposto.Tutti tranne nove”.
POLEMICHE — Quei nove, va da sè, sono i giudici di gara, assente (per sorteggio) quello italiano. “Siamo stati trattati a pesci in faccia – sintetizza Luca – hanno dato perle ai porci. Non voglio peccare di presunzione, ma abbiamo fatto venire i brividi a tanti, in pista ci siamo sentiti a nostro agio come mai”. “Siamo stati energici, espressivi, veloci, fluidi e precisi” aggiunge Anna. Addirrittura, senza gli errori sui twizzle degli statunitensi Madison Chock-Evan Bates, scesi dal quarto settimo posto e Madison Hubbell-Zachary Donohue, precipitati dal terzo al nono, la coppia azzurra – comunque quinta nel libero – avrebbe chiuso ottava, superata anche dai russi Ekaterina Bobrova-Dmitri Soloviev (alla fine quinti con 184.06).
IL FUTURO — “La danza, che prima di tutto dovrebbe essere interpretazione, avanti di questo passo andrà incontro all’esclusione dal programma olimpico” sibila qualcuno dall’interno dello staff delle due Fiamme Azzurre, sottolineando come la specialità rischia di perdere le proprie caratteristiche specifiche. Al centro delle polemiche, in particolare, il punteggio sulle componenti artistiche degli allievi di Paola Mezzadri, solo le settime di giornata. Resta che Cappellini-Lanotte, in una classifica che dal terzo posto in poi è cortissima, ancora una volta hanno brillato per maturità ed eleganza. E che, grazie anche all’undicesima piazza di Charlene Guignard-Marco Fabbri (165.68), sempre brillanti e super rapidi, il prossimo anno garantiranno una doppia presenza azzurra sia all’Olimpiade di Pyeongchang, sia ai Mondiali di Milano.
CHE COPPIE — Tutto ciò al netto di due tandem che, in questo momento, sono decisamente una spanna e più sopra le altre: sono quelli composte dai canadesi Tessa Virtue-Scott Moir (198.62), che tornano campioni del mondo dopo cinque anni e per la terza volta (nonostante una caduta di lui sull’uscita della sequanza circolare) e dai francesi Gabriella Papadakis-Guillaume Cizeron (196.04), vincitori delle ultime due edizione, che conquistano il libero portando il proprio record del mondo a 119.15 punti (98/100 di punto in più rispetto a quanto ottenuto a Boston 2016), ma qui d’argento. Il bronzo, invece, è dei fratelli statunitensi Maia Shibutani-Alex Shibutani (185.18), sola medaglia a stelle e strisce della rassegna.
Dal nostro inviato Andrea Buongiovanni